Plastica riciclata: cosa significa per l’industria dei materiali di imballaggio?

A partire dal 2025 le bottiglie per bevande in PET dovranno contenere almeno il 25% di plastica riciclata. Questa percentuale dovrà salire al 30% entro il 2030, e dovrà essere applicata a tutte le bottiglie in plastica monouso.

Un segnale forte sugli obiettivi da perseguire nei prossimi anni; ma come faranno le aziende ad affrontare questa sfida?

Il 2 Luglio 2019 è entrata in vigore la Direttiva UE 2019/904 sulla riduzione dell’impatto dei prodotti in plastica sull’ambiente. La direttiva, tra l’altro, mira a rendere il ciclo produttivo il più sostenibile e recuperabile possibile.

Una fase di transizione dunque, che comporta enormi sfide per le aziende, ma anche grandi opportunità. Di seguito analizziamo il concetto di “quota minima di plastica riciclata”:

Quota minima di plastica riciclata: cosa è stato deciso?

Dal 1° Gennaio 2025 le aziende produttrici di bottiglie in plastica monouso in polietilene tereftalato potranno immettere i loro prodotti sul mercato solo se saranno costituiti da almeno il 25% di plastica riciclata. Percentuale destinata ad aumentare dal 1° Gennaio 2030 in poi, allargandosi a tutta la produzione delle bottiglie in plastica monouso.

I produttori potranno decidere se questa quota sarà da applicare ad ogni singola bottiglia, o ripartirla annualmente nell’intera produzione. In caso si volesse perseguire questa seconda strada, bisognerà fornire una documentazione verificabile.

Questa nuova legge rappresenta un passo ulteriore verso un’economia circolare, che negli ultimi anni si sta affermando come standard. Gestione più attenta delle risorse e diminuzione degli sprechi sono le priorità.

Il concetto è semplice: prodotti e materiali devono venire mantenuti in uso il più a lungo possibile. Quindi riutilizzati, rigenerati e riciclati continuamente.

Certificazione ISCC PLUS per l’Economia Circolare

Uno dei pochi standard internazionali per l’economia circolare è il Sistema di certificazione ISCC. Infatti, la certificazione ISCC PLUS può essere applicata a tutte le materie prime biologiche o, come nel caso della plastica, riciclate.

Lo standard ISCC PLUS offre 2 opzioni per questi materiali:

Segregazione fisica:

I materiali sono fisicamente separati nei processi di produzione lungo la catena di approvvigionamento.

Bilancio di massa:

I materiali vengono mescolati nella produzione, ma separati nella contabilità.

L’approccio del bilancio di massa consente alle aziende di dimostrare il contenuto minimo di plastica riciclata all’interno delle bottiglie monouso.

Questo processo è certificato da ISCC PLUS. Le aziende che producono prodotti da imballaggio possono utilizzare questo materiale riciclato e certificato per soddisfare i loro clienti. Infatti, la certificazione ISCC PLUS garantisce la tracciabilità della materia prima, attestando che il materiale ha rispettato lo standard. Non appena l’utente finale getta l’imballaggio nella spazzatura, il ciclo riparte.

La certificazione ISCC PLUS è quindi in grado di coprire l’intera filiera produttiva. È infatti garantito che il materiale venga effettivamente riciclato, riducendo notevolmente il consumo di nuova materia. QUI è possibile accedere al documento di sistema ISCC PLUS.

Certificazione ISCC PLUS: I vantaggi

La certificazione ISCC PLUS aiuta le aziende a padroneggiare meglio i requisiti di sostenibilità presenti e futuri. Un grosso passo in avanti per soddisfare i requisiti normativi e dimostrare la propria conformità allo standard.

Inoltre, un’azienda con un modello di business circolare soddisfa le richieste dei consumatori, e migliora la fedeltà dei dipendenti attraverso una gestione aziendale sostenibile.

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