Igiene alimenti e coronavirus: una questione non banale per le aziende che manipolano o commercializzano prodotti e imballaggi alimentari. Infatti la domanda diffusa è: quali azioni compiere contro l’emergenza COVID 19, e quali i rischi per la propria attività?

L’Istituto Superiore della Sanità ha fornito una Linea Guida con raccomandazioni specifiche che garantiscono l’igiene di alimenti e imballaggi alimentari. Questa guida riguarda la fase di produzione, commercializzazione e consumo domestico.

Igiene e sicurezza degli alimenti

La sicurezza degli alimenti deve essere garantita tramite un mix di prevenzione e controllo che abbraccia l’intera filiera, includendo:

Corretta igiene nella produzione, trasformazione, commercializzazione e somministrazione alimentare.

Prevenzione dei possibili pericoli (compresi quelli microbiologici) e controllo da parte dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA).

Controlli ufficiali integrati da parte delle autorità competenti.

Tracciabilità di prodotti e materie prime destinate ad entrare nei prodotti alimentari.

Come richiesto dalle normative GHP e HACCP, le buone pratiche igieniche sono fondamentali per prevenire la dispersione del SARS CoV-2 negli ambienti di produzione. Perciò l’adesione a queste pratiche deve essere rafforzata, anche attraverso formazione e training specifici.

Quali norme utilizzare per garantire l’igiene degli alimenti durante la produzione?

La Linea Guida dell’ISS evidenzia una serie di norme. Ad esempio l’astensione dal lavoro del personale che accusi sintomi, una scrupolosa igienizzazione dei locali di stoccaggio e un’adeguata aerazione.
(fonte: Pixabay)

Ma non solo: è fondamentale disporre di idonei quantitativi di sapone monouso e materiali per l’asciugatura igienica. Resta necessario l’utilizzo di guanti e mascherine per tutti i lavoratori, nonchè la distribuzione di spray e gel disinfettanti.

Accesso al punto vendita

(fonte: Pixabay)

Per quanto riguarda l’accesso al punto o alle aree vendita, resta fondamentale porre all’ingresso una segnaletica di divieto di ingresso in presenza di sintomi simil-influenzali, più una serie di istruzioni sul comportamento da tenere all’interno. Ma anche garantire che le code per l’accesso si svolgano nel rispetto del corretto distanziamento individuale.

Il punto vendita deve inoltre garantire un ingresso limitato per assicurare le corrette distanze di sicurezza, regolare gli accessi, valutare l’istituzione di percorsi obbligati unidirezionali. Inoltre mettere a disposizione all’ingresso dell’esercizio o dell’area commerciale spray o gel sanificante per le mani, salviettine monouso per consentire al cliente l’igienizzazione di carrelli e cestini, agevolare accessi preferenziali o prioritari per specifici gruppi della popolazione (persone con difficoltà motoria, anziani, personale impegnato in servizi di pubblica utilità, ecc…).

Attività all’interno del punto vendita

Per quanto riguarda l’attività all’interno del punto o delle aree di vendita, è necessario agevolare il rispetto della distanza interpersonale da parte dei clienti, garantire la presenza di guanti monouso in tutte le aree con vendita di alimenti sfusi (es. ortofrutta o panetteria). Là dove possibile, posizionare barriere di protezione per il personale e agevolare l’uso di pagamenti contactless.

Le regioni stanno redigendo protocolli di sicurezza per gestire al meglio la riapertura delle attività commerciali; un esempio sono le linee guida della Regione Piemonte per la ripartenza in sicurezza, pubblicate il 17 Maggio scorso.

Leggi il Rapporto ISS COVID-19 n. 17/2020
redatto dal Gruppo Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare
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